Nel territorio del Comune di Cerro Maggiore (Mi) è stata rilevata la presenza di Anoplophora Chinensis che ha attaccato circa 60 alberi.
La Cooperativa ARCADIA è intervenuta abbattendo le piante infestate e mettendo in atto un sistema di devitalizzazione e di cattura delle larve stabilitesi nelle radici.
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ANOPLOPHORA CHINENSIS
E' un insetto xilofago e polifago che si nutre di numerose latifoglie arboree e arbustive, originario dell'Asia.
In Italia è stato catturato per la prima volta nel giugno del 1997 in provincia di Milano.

Nella fase adulta è un insetto di colore nero con macchie bianche sulle elitre. Il maschio supera i 25 mm di lunghezza e la femmina i 35 mm; le antenne, molto lunghe, misurano da 1,2 a 2 volte la lunghezza del corpo e sono di colore nero alternato al bianco. E' dotato di capacità di volo.

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L'uovo raggiunge i 5 mm di lunghezza; è di forma allungata, subcilindrica con le estremità arrotondate. Di colore bianco- crema appena deposto, successivamente vira gradualmente verso una colorazione giallo-brunastra.

La larva è apoda, di colore bianco con capo brunastro leggermente appiattito, a maturità può raggiungere i 45-55 mm di lunghezza.

L'Anoplophora Chinensis compie l'intero ciclo uovo riproduttivo in uno oppure due anni.
In Lombardia lo sfarfallamento avviene dall'inizio di giugno alla fine di agosto. Gli adulti si alimentano a spese della corteccia dei getti dell'anno di diverse specie vegetali, in particolare di Acer saccharinum.
La femmina, dopo essersi nutrita, depone uova in prossimità del colletto e sulle radici affioranti. Con le mandibole incide la corteccia e vi inserisce un singolo uovo. Ogni individuo è in grado di deporre oltre settanta uova.
Le larve scavano gallerie di alimentazione nel legno delle radici e del fusto; inizialmente sono superficiali, in seguito si approfondiscono. L'attività viene interrotta nei mesi più freddi per riprendere a marzo.

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I danni
Le larve si alimentano del legno nella parte basale della pianta oltre che nelle radici. Questo determina un indebolimento strutturale dei vegetali attacati, con il possibile conseguente schianto o stroncamento.
I fori di sfarfallamento hanno un diametro di circa 2 cm e sono perfettamente circolari. Questi rappresentano una potenziale via di ingresso di patogeni.
I sintomi esterni sono costituiti dalla rosura delle larve, dai fori di sfarfallamento e dal disseccamento dei rametti apicali in seguito alle erosioni di alimentazione degli adulti.
In Lombardia fori di sfarfallamento sono stati osservati su Acer spp., Aesculus hippocastanum, Betula alba, Carpinus betulus, Corylus avellana, Cotoneaster spp., Fagus sylvatica, Lagerstroemia indica, Platanus spp., Populus spp., Prunus laurocerasus, Quercus robur e Zizyphus sativa, Rosa sp.
La colonizzazione di nuovi areali da parte di questo insetto è dovuta principalmente al commercio e all'importazione di materiale vegetale infestato; il suo arrivo in Italia sembra probabilmente legato all'introduzione di bonsai.

Metodi di difesa
Il controllo di questo xilofago risulta di notevole difficoltà per diversi motivi: numero elevato di latifoglie su cui può svilupparsi, limitata efficacia degli agenti di controllo naturali, difficoltà a rilevarne la presenza (questa infatti è osservabile solo con lo sfarfallamento degli adulti, o per la rosura delle larve).
Per quanto riguarda la difesa chimica, attualmente le sperimentazioni effettuate in diversi Paesi danno risultati poco soddisfacenti.
L'unica alternativa per l'eradicazione dell'insetto è quindi l'estirpazione delle piante.
Nella nostra regione, al fine di eliminare l'Anoplophora Chinensis, è oggi in corso un monitoraggio volto all'individuazione delle piante attacate e alla loro successiva distruzione. Tale attività sarà affiancata da un programma di informazione rivolto alle Amministrazioni pubbliche ed ai cittadini.

(Tratto da una pubblicazione dell Regione Lombardia, settore Agricoltura
Testo a cura di: Matteo Maspero, Gualtiero Caremi, Mariangela Ciampitti, Eugenio Gervasini, Costanza Jucker e Mario Colombo.
Foto di Matteo Maspero.
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